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Benvenuti nel sito del coordinamento provinciale dei circoli Riva Destra di Frosinone

Nella sezione incontri troverete informazioni sull'inaugurazione del circolo Riva Destra Frosinone - Giampiero Arci

 

INAUGURAZIONE DEL CIRCOLO RIVA DESTRA DEDICATO ALLA MEMORIA DI GIAMPIERO ARCI

Giampiero Arci un "guerriero della luce"

Un gesto importante, una significativa testimonianza d'affetto e di continuità di difesa di valori e di ideali comuni. Questo significa per noi dedicare il nostro circolo di Frosinone alla memoria di Giampiero Arci, consigliere regionale di A.N. scomparso il 23 luglio del 2001, poco più di un anno dopo essere stato eletto. Giampiero per noi era più di un politico capace, era un amico, un fratello di tante battaglie da sempre vicinissimo a Riva Destra e che non riusciremo mai a dimenticare. Per far conoscere meglio il "nostro" Giampiero pubblichiamo di seguito il saluto del Presidente della Regione Lazio, on. Francesco Storace:

Carissimo Giampiero, è arrivato il momento più doloroso, solo oggi capisco, capiamo che te ne stai davvero andando con tutto il Tuo straordinario modo di essere, di volerci bene e di farti amare. Tanta gente ti saluta, come ti piaceva. Pensa, ti fa scorta persino la polizia municipale, come omaggio della città di Roma, ti fanno ala tutti i tuoi amici. Pensa, c'è a renderti onore il vicepresidente del Consiglio, c'è pure il tuo ministro, Gianni ... Perdonami se non ce la faccio a parlare a braccio: eppure so quanto ti piaceva ascoltarmi, ogni volta eri "carico" a mille ma oggi no: ho preso carta e penna per salutarti, questo non è uno dei nostri tantissimi comizi per i quali curavi ogni dettaglio perché riuscissero, temevi la mia ansia e tutto riusciva a perfezione. Chissà se potremo mai più tornare a quell'Hilton, quel gioiello che riempivi tempestando di telefonate tutta la città. Ti penso, e conosco tutt'intero com'eri fatto. Davvero non avevi bisogno della politica, eppure ne eri pieno, anche tu la consideravi un valore per rendere un servizio e magari anche adesso, lassù, starai brigando con gli angeli per raccomandare chissà quale povero diavolo che hai intuito essere dei nostri. Ma soprattutto ti ho conosciuto, ti abbiamo conosciuto, nella tua meravigliosa virtù di amico esemplare pronto a tutto per riempire con un gesto la fraternità di rapporti. Pochi sanno che la nostra amicizia era recente, eppure così intensa. Appena sette anni, cominciati - manco a dirlo - con una brutale litigata e poi affetto autentico, vero, incancellabile. Sette anni ... mi sento quasi di usurpare il tuo amico assessore, Francesco, trent'anni con lui, una vita insieme. Ma scusami se approfitto, questi anni sono stati meravigliosi, da raccontare al mondo intero. La politica vissuta fianco a fianco, era la nostra vita, il partito, Gianfranco, i congressi, le elezioni, quei viaggi a Bruxelles ... quei due anni in federazione ... l'amavi la politica; anche tu ce l'avevi nel sangue, sin da ragazzino. E oggi ti ammiriamo ancora di più perché prima di morire hai espresso quel desiderio di poter fare l'ultimo viaggio con quella camicia che orgogliosamente mostravi in corteo a 20 anni. E hai chiesto di infiocchettarla con quelle freccette tricolori con quello straordinario ricorso, di cui solo tu eri capace, ad un'ironia che aveva persino una sua goliardica mistica: quelle freccette erano un modo tutto tuo di semplificare il rinnovamento. Tu ci ascolti e sai quanti rimpianti provoca in noi la tua scomparsa. Questi sei mesi sono stati terribili, contavi i giorni, parlavamo di Tony, che adesso hai raggiunto prima di noi. Con te ho rivissuto, come con lui, le stesse angosce, le stesse speranze. E mentre mi davi quelle odiose, false percentuali di probabilità di resistere, ti interrompevi e cambiavi discorso, eri felice - penso di poter dire orgoglioso - del tuo amico diventato importante grazie a te. Non mi esce dalla testa neppure per un attimo un ricordo di gennaio. Nelle stesse ore in cui scoprivi il male, manifestavi gioia perché con la tua complicità mi avevano sottoposto a "Scherzi a parte". E ridevi di gusto a farti raccontare i particolari. Eri con Ludovica e ti facesti descrivere la scena. Con gli occhi spalancati e divertiti mi chiedesti:"Quando andrà in onda?"; "Ad ottobre" ti risposi e tu ancora:"Lo vedremo assieme". E io annuii guardando Ludovica, scoprendomi a mentirti. Giampiero davvero non ti dimenticheremo mai. Era un tuo tratto forte di identità persino quel tuo cognome così breve, ma anche così impegnativo: Arci, ingigantisce ogni parola. Ecco, un gigante dell'anima, fiero di te, pronto a buttar giù ogni ostacolo. Con quel cognome quante volte abbiamo scherzato. Non dobbiamo arrabbiArci, devono votArci e così via. Sì, abbiamo giocato, gioito, riso assieme tante volte: ora non più. Ci lasci soli a piangerti: ma non te ne possiamo volere. Perché eri un grande. Anzi: un Arcigrande.

 

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